"Hai voglia di bere una cosa?" fa lui.
"Ma sì, dai che il caffè tedesco non è male come quello francese…" faccio io distrattamente.
Ed è arrivata questo "pitale" di roba!! ![]()
"Hai voglia di bere una cosa?" fa lui.
"Ma sì, dai che il caffè tedesco non è male come quello francese…" faccio io distrattamente.
Ed è arrivata questo "pitale" di roba!! ![]()
Che in Sicilia mangiar pesce fosse una certezza, che in generale in Italia e ancor di più nel suo meridione si mangiasse bene m’era noto, ma la cena a Catania al ristorante I Clerici, sorta di scantinato d’una chiesa, è stata meravigliosa. Se vi piace il pesce, e il vino, chiaro.
Involtini di pesce spada pistacchio e miele. Carpaccio di gamberi, salmone polso alici. Gamberi imperiali marinati. Cozze gratinate. Pistacchi come se piovesse tra spatole e alici a beccafico. I pistacchi nel pescespada erano da estasi…
Il fritto di pesciolini e calamaretti splendido, a livello di quello di San Benedetto che per me ancora stabilisce un riferimento. Dove i pesciolini li puoi DAVVERO mangiar interi e i calamaretti son più piccoli di un’oliva.
Gli spaghetti della foto son con Cernia all’acqua di mare ed erano magia, e il resto della cernia, sempre in umido all’acqua di mare una poesia.
Vino rosso siciliano, dal sapore intenso e senza effetti collaterali e un pane piccolo e saporito, panini come bocconcini e fette di un pane con olive nere.
Abbiam pagato 60 euro a testa, ma abbiam davvero mangiato da re…
Un pranzo veloce, in un bar-pasticceria (ti pareva!), ma così originale, e piacevole!
Calamaro alla griglia (molto meno secco della mia seppia ieri sera), broccoli stufati con olive, cipolla e piccoli pezzettini di fegato (io volevo i semplici broccoli al vapore con olio, ma non ci siamo intesi) e due frittini, uno di gamberetti, gustosissimo, e uno di “neonato”, che non ha niente a che fare con i cinesi di Berlusconi, ma con un qualche tipo di pesce. Specialità catanese, mi si dice.
Poi birra, pane e acqua. Oh, sì, un amaro Averna, siciliano ovviamente.
Sto pensando seriamente di organizzarmi la mattina per prendere un aereo, venir a Catania, far colazione e tornare in volo in ufficio.
Ravioli al forno con la ricotta, granita (quella vera…) cioccolato e mandorla, il caffè con prima il bicchiere d’acqua, e poter variare ogni mattina tra iris, brioche, arancini e dolci dall’aspetto così invitante da rimanere lì, con l’acquolina alla bocca.
E poi i mercati rionali! Da vedere per capire cosa è davvero ciò che s’intende con “alimenti genuini”…
Che meraviglia.
Seppie alla griglia. O almeno quella era l’idea.
Perché poi il problema era la brace non abbastanza forte, e poi la griglia elettrica non davvero adeguAta, e infine cercare – invano, ahimè – di convincere Antonella che un po’ croccanti i tentacoli della seppie son più buoni :>
E per contorno cavolfiore al vapore e valeriana in insalata.
Pranzo di lavoro a Roma, originally uploaded by INziWINzi.
Quando si vola a Roma da un momento all’altro, quasi senza preavviso, il meno che ti possa capitare è rimanere senza pranzare. Quasi, ché piuttosto salvare cena, ma al pranzo sono affezionato.
Questo è un locale a via dei Dardanelli a Roma, a fianco al portone del civico 21.
Ristorante e simpatico selfservice a pranzo. Piattone a 9 euro. Più i liquidi, certo.
Oggi, ceci, fagioli, fagiolini, pasta tonno e pomodoro, melanzane, pane, acqua e vino.